Ho voluto prendermi qualche giorno prima di scrivere qualcosa sulla mia esperienza a Castiglione. Sentimenti contrastanti si agitavano dentro di me. Gli occhi ancora pieni di bellezza selvaggia, ogni muscolo del corpo teso e provato da uno sforzo reso quasi sovrumano da un meteo avverso che é culminato in 15 lunghi minuti di grandinata. La cecità nel proseguire e un errore lungo il percorso che mi ha portata a saltare 6 km. Rabbia e impotenza, delusione e amarezza, mi hanno accompagnata sino ad oggi. Ho sempre calpestato ogni singolo km di ogni singola gara corsa, sarei voluta tornare indietro ma sarebbe stato un suicidio.
Così racconto la mia gara mutilata mio malgrado. Eppure tanto bella. Bella nonostante i chicchi di grandine che si scagliavano addosso al mio volto e sulle mani gelate, le gambe e la schiena inesorabilmente, costringendomi a saltare con la testa dentro un cespuglio per coprirmi almeno la testa, tanta la violenza inaudita di quella precipitazione, che aveva reso inutili persino giacchino antivento e cappellino idrorepellente.
Bella nonostante il fango limaccioso, il fondo impercorribile reso ancora più arduo dai lastroni di ghiaccio creati dalla grandine. Bella nonostante le cadute e il continuo sforzo nel restare saldamente in piedi e proseguire.
Di tutti i trail che ho corso, ancora non moltissimi, questo é stato senza dubbio uno dei più tecnici ed affascinanti, con passaggi nei boschi in quota degni di una escursione sulle dolomiti, salite molto spinte e vedute mozzafiato, che non oso immaginare con il sole.
Un trail non é solo una gara, é soprattutto un viaggio nell'intimità della natura, della quale in quel momento sei ospite educato. La sua bellezza é proprio questa. É la sua imprevedibilità, il non essere sempre la stessa gara nemmeno nello stesso giorno. Una prova di forza sia fisica che mentale. Alla fine della quale ti ritrovi dolorante, sporco di fango e magari anche con qualche graffio, ma con gli occhi pieni di meraviglia e qualcosa che ti solca l'anima e non se ne va più via. Il trail dà dipendenza e ti richiama a sé come una sirena, nella consapevolezza che ti spezza le gambe, ma mai il cuore. E dopo ti ritrovi più forte di prima. Ho amato ogni singolo metro di quello che ho corso domenica e il prossimo anno tornerò armata di lance e corazza per riprendermi questa assassina che assolutamente non mi ha assassinata.